Quali sono i diversi metodi di estrazione degli oli CBD?
|
|
Tempo di lettura 4 min
Carrello (0)
Il tuo carrello è vuoto
|
|
Tempo di lettura 4 min
Esistono diversi metodi di estrazione per ottenere dell’olio CBD, che influiscono sulla qualità finale. È quindi utile conoscere meglio ciascuno di essi. Potrai così scegliere un olio CBD di qualità sapendo come è stato ottenuto.
Indice
Iniziamo dal metodo di estrazione degli oli CBD mediante spremitura a freddo.
In questo caso non servono solventi o altri prodotti. Il metodo è relativamente semplice : è necessario congelare i fiori CBD. Successivamente vengono schiacciati sotto pressione con una pressa meccanica. In questo modo si recuperano tutti i cannabinoidi naturalmente presenti nella pianta di canapa, oltre ad altri componenti come i terpeni!
L’estrazione mediante spremitura a freddo consente di ottenere solo una resa in CBD piuttosto bassa. Sono infatti necessari molti fiori CBD per ottenere solo una piccola quantità di olio. Tuttavia, si tratta del metodo più rispettoso della pianta e dell’ambiente.
Il metodo di estrazione con solvente liquido è piuttosto apprezzato dai piccoli produttori. Consente di ottenere una resa elevata con costi di avviamento piuttosto bassi. È facile da mettere in pratica, offre una resa elevata e ha costi contenuti.
Le piante di canapa vengono semplicemente immerse in un solvente, che ha l’effetto di sciogliere i cannabinoidi. Si utilizzano solventi chimici, ad esempio:
l’etanolo
il butano
il propano
l’esano
l’alcol isopropilico.
È poi grazie all’evaporazione del solvente che vengono estratti i cannabinoidi, i terpeni e i flavonoidi. In questo modo, l’effetto entourage (per un olio CBD Full Spectrum o Broad Spectrum) potrà essere preservato per il consumo futuro.
Tuttavia, questo metodo, che a prima vista sembra offrire solo vantaggi, presenta anche degli svantaggi. Come puoi immaginare, l’uso di solventi chimici rappresenta un pericolo per il nostro organismo. Nell’estratto finale di cannabinoidi rimarranno inevitabilmente residui di solventi, anche se in quantità minime.
Inoltre, i solventi utilizzati comportano rischi di esplosione, poiché sono sostanze infiammabili. L’estrazione rimane quindi pericolosa.
Infine, sebbene molti produttori apprezzino questa tecnica di estrazione per il suo equilibrio tra costi e resa, va ricordato che l’estrazione con solvente riduce i potenziali benefici dell’olio CBD.
Per evitare l’uso di solventi nocivi per l’organismo o infiammabili, nell’estrazione del CBD si possono utilizzare solventi naturali, come gli oli vegetali: olio di cocco (MCT), olio d’oliva o olio di sesamo.
Prima dell’estrazione vera e propria, è preferibile decarbossilare i fiori di canapa mettendoli in forno per alcune ore, così da attivare i cannabinoidi. Successivamente, bisogna riscaldare delicatamente i fiori CBD nell’olio vettore scelto. I cannabinoidi si dissolvono, creando una sorta di infuso. Una volta raffreddato, il composto va filtrato per eliminare i residui.
Questo metodo di estrazione presenta vantaggi e svantaggi. Abbastanza facile da realizzare, è alla portata di tutti. Il processo permette di ottenere un olio CBD autentico, dal gusto “grezzo” e piacevole al palato.
Tuttavia, se desideri un olio molto concentrato, questo metodo non è adatto, perché il contenuto di CBD rimane inferiore rispetto a quello ottenuto con altre tecniche di estrazione. Le temperature elevate, infatti, possono deteriorare il cannabidiolo e i terpeni. Inoltre, non è possibile controllare con precisione quali sostanze vengano estratte dalla canapa, in particolare gli altri cannabinoidi.
Infine, l’olio CBD così ottenuto ha una durata di conservazione limitata.
L’estrazione con CO2 supercritica consente di estrarre il cannabidiolo su larga scala.
Questo metodo richiede l’uso di anidride carbonica, o CO₂, riscaldata a una temperatura precisa.
L’obiettivo è far cambiare stato al CO₂, rendendolo “supercritico”. Una volta raggiunto questo stato, il CO₂ può separare i diversi composti della canapa ed estrarre il cannabidiolo.
Qui non sono necessari additivi e le molecole di CBD rimangono intatte. Il principale svantaggio di questo metodo è il costo, poiché richiede apparecchiature tecnologiche complesse e costose. In breve, l’estrazione con CO2 supercritica è adatta alla produzione su larga scala.
Ogni metodo di estrazione dell'olio di CBD presenta vantaggi e svantaggi: puoi quindi scegliere con consapevolezza, in base alle tue esigenze.
Se cerchi un olio concentrato e stabile, i prodotti ottenuti tramite CO₂ supercritica sono particolarmente adatti. Questo metodo non danneggia i cannabinoidi, preserva i terpeni e consente di ottenere sapori ricchi. Tieni però presente che gli oli di CBD estratti con questo processo costoso rientrano generalmente in una fascia di prezzo più alta.
La spremitura a freddo è poco utilizzata dai professionisti a causa della bassa resa. Anche l'estrazione con olio vettore è generalmente limitata all'uso artigianale e personale, ma permette di ottenere oli più autentici dal gusto intenso.
Scegli in base alle tue esigenze e ai tuoi gusti. Ti consigliamo di preferire oli CBD testati da laboratori indipendenti, per garantirne la conformità alla legge.
Per scoprire oli di qualità, Cannabise ti propone le migliori opzioni di CBD economico sul mercato.
